Intervento dell'associazione Senzaconfine sul flop della sanatoria

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A conclusione la sanatoria: flop mediatico e disperazione vera

Domani 30 settembre sarà l'ultimo giorno utile per inviare le domande di regolarizzazione per collaboratori domestici e lavoratori di cura: circa 150.000 le domande presentate, contro le 500.000 annunciate prima dell'estate dal Ministero dell'Interno. Non era difficile prevedere un tale esito: la limitazione al solo lavoro domestico e di cura in primo luogo, e i requisiti difficili da possedere come un reddito annuo di 20.000 euro da parte del datore di lavoro hanno fatto la loro parte nell'impedire l'emersione di centinaia di migliaia di persone che lavorano come muratori, facchini, camerieri, etc etc in nero, o i cui datori di lavoro non se la sono sentita di versare la quota di 500 euro “a fondo perduto” (anche in caso di esito negativo della domanda quei soldi non verranno restituiti). Ancora una volta, quindi, quelli che rimangono fuori sono i lavoratori più deboli: rendendosi conto di essere tagliati fuori, si sta facendo largo tra loro la disperazione per questa nuova, non cercata condanna all'invisibilità, e – in vista della manifestazione antirazzista del prossimo 17 ottobre a Roma - non si possono escludere iniziative come un presidio permanente o l'inizio di uno sciopero della fame per chiedere la ripartura dei termini e una valutazione più flessibile dei requisiti per mettersi in regola.
L'associazione Senzaconfine offrirà il proprio appoggio a questi lavoratori, tra cui soci ed utenti del nostro sportello, costretti a essere “clandestini” dalla legge.

Roma, 29 settembre 2009